Storia dell'Amstaff

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L' american staffordshire terrier è una razza giovane, ufficialmente riconosciuta dal 1936, ma le sue radici risalgono almeno ad un secolo addietro, da quando sicuramente ebbe inizio una selezione con un unico indirizzo.
Questi terrier venivano indicati con vari nomi e, se si considera la vastità del territorio nordamericano, è comprensibile che un tipo di cane al di fuori dei canoni ristretti di una razza potesse essere indicato con più termini. I nomi più in voga erano yankee terrier, pit dog, pit bull terrier, american pit bull dog, american bull terrier. Secondo la zona si preferiva sottolineare la natura di questi cani con il termine pit (l' arena adibita agli incontri), indicando in pratica le loro caratteristiche di "cani da combattimento", oppure, in particolare nelle aree interne del paese, si coniavano aggettivi geografici (yankee, american) con la volontà di elevarli a nuova razza locale. In America i combattimenti non erano vietati, per cui questo duplice aspetto si mantenne a lungo: da un lato, gli appassionati degli incontri sportivi davano maggiore peso alla valutazione caratteriale in fase di selezione, dall' altro la gente comune cercava di promuovere la razza come cane compagno di vita, da guardia e da compagnia, prediligendo l'aspetto estetico nel tentativo di uniformare il tipo. Iniziava così quella separazione teorica e pratica dello staffordshire americano che nel nostro secolo portò alla distinzione tra american staffordshire e pit bull.
Lo staffordshire americano nacque da soggetti importati di stampo "bull-and-terrier", il medesimo che nel Regno Unito ha dato i natali al bull terrier, di taglia normale e miniatura, o allo staffordshire bull terrier.
La dicotomia tra i due indirizzi degli stafford americani venne marcata nel 1898: a seguito di una riunione tenuta a Kalamazoo, C. Bennet registra la razza con il nome di american pitt bull terrier presso L' United Kennel Club (UKC). L' UKC è uno degli enti cinofili presenti su tutto il territorio statunitense che riconosce molte razze note e altre locali; non soggiace all' egida della Federazione Cinologica Internazionale (FCI), che per gli Stati Uniti ha associato l' American Kennel Club (AKC).
Questo fatto è molto importante per comprendere, come, a livello internazionale, questo tipo di staffordshire sia riconosciuto con il nome di american staffordshire terrier . E' necessario sottolineare che fino a quando il pit bull terrier non si differenzierà nettamente a livello morfologico dal suo consimile, tanto da essere inglobato tra le razze riconosciute dall' American Kennel Club, l' ente internazionale (FCI) istituzionalmente non potrà prendere neppure in considerazione l' eventuale suo riconoscimento ufficiale.
Gli anni del primo dopoguerra segnarono una buona diffusione per questo tipo di cani. Un nuovo club di razza venne fondato nel 1921, a Clay Center nel Kansas, promosso da F.L. Dunable. Questa associazione, l' American Bull Terrier Club gettò le fondamenta per la crezione della nuova razza, promuovendone l' indole equilibrata e stilandone lo standard che è alla base dell' attuale per l'american stafforshire bull. L' attività di tale club risulta fondamentale per il futuro sviluppo della razza, per il suo riconoscimento, nonchè per la promozione di questi cani lontano dall' immagine di indomiti cani da combattimento, che i sostenitori del pit bull continuavano a formentare. Una razza nuova era nata per conquistare l' America e il mondo intero.


 

Storia moderna

Le tappe fondamentali della nascita di una nuova razza incappano necessariamente in iter burocratici che prevedono la creazione di un club  di razza riconosciuto dall' ente cinofilo nazionale e conseguentemente l'apertura di un Libro delle Origini, registro su cui vengono annotati i dati relativi ai soggetti di questa razza nascente. I regolamenti adottati dall' American Kennel Club prevedono l'eventualità di riconoscere una nuova razza soltanto se il Libro delle Origini in questione riporta almeno cinquecento esemplari accertati sul territorio nazionale.
Per l' american staffordshire terrier, il riconoscimento da parte dell' AKC si fece attendere per motivi che esulavano dal numero dei soggetti presentati, ma che dipendevano dalle difinizione di un nome preciso. Da un lato  gli organismi centrali diedero ascolto alle ragioni del Bull Terrier Club of America, che rifiutava l' idea di nominare una nuova razza come american bull terrier; dall' altro il nome yankee terrier proposto dalla rivista "Dog World" era stato accantonato dai dirigenti dell' American Bull Terrier Club.
Nel 1935 il Kennel Club inglese ufficializzava lo staffordshire bull terrier e, dal momento che la razza era in definitiva una varietà di quella inglese, venne proposto e accettato il nome di staffordshire terrier. Tale innovazione nacque in parallelo alla fondazione di un nuovo club ufficiale di razza, lo Staffordshire Terrier Club of America (STCA), il 23 marzo 1936 e la ufficializzò il primo luglio dello stesso anno. Il primo esemplare iscritto al
Libro delle origini venne registrato nell' agosto del 1936.
Tra i primi staffordshire terrier americani c' erano anche soggetti che, pur di avere il pedigree che ne certificasse la purezza, erano stati registrati in precedenza presso l' United Kennel Club (UKC) o altre associazioni locali come pit bull terrier.
Il debutto ufficiale in un' esposizione dell' AKC data 30 agosto 1936, con il maschio di Charles J. Doyle
Doyle's Shiner, iscritto al Northbook Kennel Club Show nell' Illinois. Charles Doyle divenne uno dei primi selezionatori dello staffordshire americano.
E' doveroso sottolineare la volontà dei dirigenti dello Staffordshire Terrier Club of America di operare una selezione in questi primi anni, per allontanare gli appasionati dal mondo dei combattimenti a scommessa. Ma, nonostante questa spinta verso le competizioni di bellezza e le prove di ubbidienza, anche con la pubblicazione di due preziosi annuari nel 1940 e nel 1942, fino agli anni Cinquanta si parla ancora di cani da esposizione che parallelamente gareggiavano in combattimenti. L' avvento sulla scena cinofila dei nuovi allevatori del dopoguerra contribuì ad insediare nella mentalità della gente comune una visione moderna del cane, in particolare di questo tipo di cani, nonchè una differente interpretazione delle sua attitudini e dei passatempi in cui poteva essere impiegato.
Sotto la lunga presidenza dello Staffordshire Terrier Club of America di William M. Whitaker (1948-1964), venne deliberata l' espulsione di tutti quei soci, e relativi cani, che operassero nei circuiti dei combattimenti o che fornissero cani per tale utilizzo. Questa decisa presa di posizione è fondamentale nella corretta interpretazione dello staffordshire americano e ha portato la razza a un'ulteriore e più netta separazione dal pitt bull e da tutti coloro che leggevano questi cani sotto il profilo di animali sanguinari.
Gli attuali american staffordshire terrier di punta traggono le proprie origini dai grandi soggetti che la scena espositiva ha offerto nel dopoguerra. Gli affissi che hanno tracciato le prime linee di sangue importatnti sono stati "Ruffian", "X-Pert", "Crusader", "Tacoma" e "Harwyn". Nel 1946 nacque il primo grande american staffordshire terrier della storia della razza: Ch.
X-Pert Brindle Biff. Figlio di X-Pert Black Ace II, X-Pert Brindle Biff divenne campione americano e, in seguito, padre di tredici soggetti titolati. Biff era di proprietà dei coniugi Clifford e Alberta Ormsby ("X-Pert") ma era stato allevato da Henry Schuhmann che usò anch' egli l'affisso "X-Pert". Rispetto al padre, soggetto un pò pesante a orecchie integre perfettamente portate, X-Pert Brindle Biff presentava caratteristiche che lo avvicinavano ai soggetti moderni; come il padre, aveva testa e zampe anteriori bianche su un corpo tigrato.
Nello stesso periodo Clayton S. Harriman iniziava una selezione che portò a una serie di grandi riproduttori nel ventesimo postbellico. Harriman prese l' affisso "Ruffian".
I "Ruffian" sono all' origine delle più importanti lineee moderne da cui nascono i "Gallant", i "White Rock", i "Rounder", i "Tonkawa", i "Patton", i "Diamond", gli "Evergreen" e i "Chicago".
Ma la storia dell' american staffordshire terrier è stata tracciata da altri "Ruffian" non in linea diretta con questo capostipite. Alcune linee portanti nella razza risalgono a Ch.
Ruffian Walkaway, soggetto vissuto nei primi anni del dopoguerra; la sua linea maschile risale per grado a Ch. Martin's Tony e a sua volta a Martin's Tramp. Da Ch. Ruffian Walkaway in tre generazioni di linea diretta nasce Ruffian Chango of Har-Wyn, che, sebbene non sia stato proclamato campione, ha prodotto una serie di ottimi soggetti alla fine degli anni Cinquanta.
Una felice collaborazione a distanza tra Clayton Harriman ("Ruffian") di Detroit (Michigan) e Peggy Harper ("of Har-Wyn") di San Antonio (Texas) produsse una serie di soggetti che maggiormente hanno influenzato la razza nel trentennio postbellico, riconoscibili dai nomi che riportano entrambi gli affissi. Peggy Harper aveva iniziato ad allevare già dal 1947 e nel volgere di un decennio riuscì a creare un allevamento tra i più grandi nella storia della razza, ospitando regolarmente una sessantina di soggetti adulti; come affisso mantiene ancor oggi il record di vittorie in esposizione.
Gli anni Settanta registrano la creazione di molti club regionale, che iniziarono a promuovere raduni, mach a spareggio abbinato, ritrovi tra appassionati. Nel 1974 l' American Kennel Club espresse la volontà di aggiungere l' aggettivo "american" al nome della razza, dal momento che nel paese erano stati importati diversi staffordshire bull terrier dalla Gran Bretagna; tant'è che nel 1975 l' AKC riconobbe ufficialmente anche per gli Stati Uniti la razza inglese.
L' intento di tale variazione era quello di evitare una qualsiasi confusione con la razza locale. Lo staffordshire terrier divenne così l' american staffordshire terrier. L' associazione ufficiale di razza, Staffordshire Terrier of America (STCA), mantenne il vecchio nome di club e soltanto nell' ottobre del 1988 fu adottata la variazione in American Staffordshire Terrier Club (ASTC).
Nel frattempo, il crescente interesse per la razza e l'aumento delle nascite registrate all' American Kennel Club portò alla maggior partecipazione in esposizione e a un maggior numero di "majors". Nel 1987, per esempio, alla National Speciality organizzata per l' occasione a Chicago, ci furono 184 iscritti, con la classe Best of Breed di 63 presenze.
I grandi riproduttori segnarono una svolta nella razza negli anni Settanta; non si parla tanto di migliorie morfologiche, quanto piuttosto di un lento cammino verso l'uniformità di tipo nella media dei soggetti prodotti sul vasto territorio nazionale.
Sempre più di rado si videro soggetti dall' espressione atipica di grosso staffordshire bull terrier, con muso corto, labbro abbondante e massetteri troppo pronunciati, bassi sugli arti e con petto largo e non carenato; anche quei soggetti troppo esili, con muso troppo lungo, carenti nell' ossatura, con petto stretto, normalmente alti oltre il limite massimo della taglia, iniziarono a esser scartati dagli allevatori.
Negli anni Sessanta e Settanta i numeri di registrazioni presso l' AKC non riferiscono sull' esatta quantità delle presenze nel territorio USA. La tendenza  alla registrazione presso associazioni dissidenti era ancora insita nella popolazione, fatto questo legato principalmente a due motivi: uno di ordine logistico, dovuto alla comodità di trovare in piccoli centri una qualsiasi delegazione cinofila che omologasse i pedigree della cucciolata; dall' altro, la tradizione presso la gente comune di definire tali cani pit bull, perchè era ormai desueto il vero significato di tale termine e venivano comunque da tutti considerati affidabili compagni per dei bambini. La stessa ipotetica mappa di linee non può essere disegnata partendo da uno o più ceppi, come è il caso della maggior parte delle razze canine; molti allevatori si sono appasionati all' american staffordshireb terrier partendo da pit bull registrati presso l'AKC con altri nomi, per cui risulta impossibile tracciarne l' ascendenza. Questo è uno degli indici della sanità della razza, la cui apertura a 360 gradi di linee e famiglie consente un facile outcross nei casi in cui la stretta consanguineità riproduca effetti indesiderati.
Parlare dei recenti campioni (non tutti poi si distinguono in fase riproduttiva!) appare induttivo, così come il nominare tutti i piccoli selezionatori che hanno portato avanti questa razza in sordina. La vastità del territorio statunitense amplifica l' espandersi delle linee di sangue che, per il numero limitato di soggetti iscritti, possono invece essere raggruppate fino agli anni Settanta.
Questa è la situazione negli Stati Uniti, ma l' american staffordshire terrier è oggi ben allevato in tutto il mondo, a esclusione della Gran Bretagna. Le prime esportazioni risalgono alla metà degli anni Settanta e iniziarono a interessare anche gli organi competenti della Federazione Cinologica Internazionale (FCI). In Europa la razza prese piede in Germania e in Olanda, e i prodotti degli appassionati di questi paesi vennero esportati a macchia d' olio nel continente. La FCI riconosce l'american staffordshire terrier nel 1985 e il 9 luglio dello stesso anno pubblica lo standard ufficiale di razza, adottando quello quello dell' American Kennel Club, unico ente cinofilo statunitense associato alla FCI. Da questo momento l' ascesa dell' american staffordshire terrier risulta inarrestabile, tanto da stupire gli stessi americani in vista delle edizioni del campionato mondiale degli anni Novanta, in cui si sono raggiunte punte di iscrizioni notevoli, come i 229 partecipanti all' edizione 1996 a Vienna.


 

Linee di sangue portanti
(con alcune date di nascita per orientarsi cronologicamente)

 

 

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